
Tra Nizza e Monaco, le difficoltà di spostamento sono diventate un argomento quotidiano per migliaia di lavoratori, residenti e visitatori. Treni affollati nelle ore di punta, traffico denso sull’autostrada e tempi di percorrenza imprevedibili: la mobilità costituisce ormai una sfida primaria per l’attrattiva del Principato e dell’est delle Alpi Marittime.
In questo contesto, il progetto del metrò Nizza-Monaco, più ampiamente immaginato tra l’aeroporto di Nizza e Ventimiglia, torna al centro del dibattito pubblico. A lungo considerato troppo ambizioso, questo metrò sotterraneo beneficia di un nuovo slancio politico ed economico. Il progetto resta lontano dall’essere definitivamente approvato, ma le sue caratteristiche e le sue potenziali conseguenze meritano di essere seguite con attenzione.
L’idea di un collegamento sotterraneo tra Nizza e Monaco non è nuova. Era stata in particolare evocata già nel 2020, prima di essere attivamente sostenuta dalla Fédération des Entreprises Monégasques, sotto la spinta del suo presidente Philippe Ortelli.
Nell’aprile 2026, Éric Ciotti, diventato sindaco di Nizza e presidente della Métropole Nice Côte d’Azur, ha annunciato di voler rilanciare gli studi dedicati a questa infrastruttura, che egli stesso riconosce come complessa e costosa.
Lo scenario attualmente presentato prevede una linea interamente sotterranea che colleghi l’aeroporto Nice Côte d’Azur a Ventimiglia, passando in particolare per Nizza, Monaco e Mentone. Le prime ipotesi evocano:
- circa 30 chilometri di linea;
- dodici stazioni;
- quasi 30.000 passeggeri giornalieri;
- un tragitto di 23 minuti tra l’aeroporto di Nizza e Monaco;
- un costo stimato in quattro miliardi di euro.
Queste cifre restano provvisorie e dovranno essere confermate da approfonditi studi tecnici e finanziari.
La FEDEM ha nuovamente presentato il progetto nel giugno 2026 in occasione del salone Les Entreprenariales a Nizza. Philippe Ortelli vi ha ricordato che la complessità degli spostamenti verso Monaco indebolisce l’attrattiva del territorio, allo stesso titolo delle difficoltà abitative incontrate dai lavoratori. Uno studio di fattibilità è già stato realizzato da uno studio europeo specializzato, filiale di un gruppo svizzero.
L’economia monegasca dipende fortemente dagli spostamenti transfrontalieri. Su quasi 65.000 lavoratori che impiegano le proprie attività nel Principato, circa l’80% sarebbe francese. Ogni mattina e ogni sera, una quota importante di questi dipendenti utilizza il treno, l’autostrada o le strade costiere per raggiungere Monaco.
La linea ferroviaria attuale costituisce un asse essenziale, ma la sua posizione tra mare e montagna limita le possibilità di ampliamento. Un incidente, dei lavori o un’interruzione del servizio possono rapidamente ripercuotersi sull’insieme del corridoio tra Nizza, Monaco, Mentone e Ventimiglia. Da parte sua, l’automobile resta soggetta ai traffico intenso, oltre ai costi del carburante, dei pedaggi e dei parcheggi.
Un metrò rapido e frequente potrebbe dunque apportare una soluzione complementare alla rete TER. Non sostituirebbe necessariamente le infrastrutture esistenti, ma assorbirebbe una parte degli spostamenti quotidiani e offrirebbe un’ulteriore alternativa ai lavoratori transfrontalieri.
Questa riflessione si inserisce in una trasformazione più globale dei trasporti, già visibile attraverso lo sviluppo della mobilità dolce a Monaco, dei bus elettrici, delle biciclette in condivisione e degli spazi progressivamente riorganizzati per limitare il posto dell’automobile.
Al di là del risparmio di tempo, il metrò tra Nizza e Monaco potrebbe ridisegnare le relazioni tra i diversi poli economici della Costa Azzurra.
Un collegamento rapido con l’aeroporto faciliterebbe gli spostamenti dei residenti, turisti, imprenditori e dipendenti internazionali. A est, il prolungamento verso Mentone e Ventimiglia rafforzerebbe la dimensione transfrontaliera del progetto e gli scambi tra la Francia, Monaco e l’Italia.
Per le imprese monegasche, la mobilità è anche una questione di reclutamento. Quando i tragitti quotidiani diventano troppo lunghi o troppo incerti, alcuni candidati possono rinunciare a un posto di lavoro nel Principato. Un collegamento affidabile potrebbe dunque ampliare il bacino di impiego accessibile e migliorare l’attrattiva di Monaco presso i lavoratori che risiedono sulla Costa Azzurra.
Questa nuova accessibilità potrebbe influenzare le scelte residenziali. Oggi, molti lavoratori che impiegano le proprie attività a Monaco cercano un alloggio nei comuni limitrofi o nei settori ben serviti dal treno.
A lungo termine, l’arrivo di nuove stazioni potrebbe rafforzare l’attrattiva di determinati settori. Comuni come Beausoleil, Cap-d’Ail o Roquebrune-Cap-Martin potrebbero beneficiare di un miglior collegamento con i bacini di impiego, l’aeroporto e le principali città del litorale.
La vicinanza di una stazione di trasporto è generalmente un criterio importante sia per gli inquilini che per gli acquirenti, in particolare quando i tragitti casa-lavoro strutturano la scelta del luogo di residenza.
Sarebbe tuttavia prematuro anticipare un aumento automatico dei prezzi. Il tracciato definitivo, la posizione delle stazioni, il calendario dei lavori e le modalità di finanziamento non sono ancora stabiliti. Per gli investitori immobiliari, il progetto costituisce dunque un segnale da monitorare piuttosto che una garanzia immediata di valorizzazione.
Scavare una linea sotterranea sul litorale riverasco rappresenta una sfida considerevole. Il rilievo, la densità urbana e i vincoli legati alla costruzione delle stazioni dovranno essere oggetto di studi dettagliati. A Monaco, dove lo spazio disponibile è particolarmente raro, l’inserimento di nuove infrastrutture sarebbe particolarmente complesso.
Il finanziamento resta l’altra grande incognita. Con una stima di quattro miliardi di euro, il progetto richiederebbe probabilmente una cooperazione tra diversi enti locali, Stati e partner istituzionali. Il suo carattere transfrontaliero implica una governance che associ quanto meno la Francia, Monaco e l’Italia.
Diversi responsabili hanno già espresso riserve sulla sua fattibilità tecnica ed economica. I sostenitori del progetto ritengono al contrario che un’infrastruttura di tale portata debba essere valutata nell’arco di diversi decenni. A questo stadio, il metrò Nizza-Monaco resta dunque un progetto allo studio e non un cantiere ufficialmente programmato.
Il ritorno del metrò nel dibattito segna già un’evoluzione importante. Le difficoltà di trasporto tra Nizza e Monaco non sono più considerate come semplici disagi, ma come un problema strutturale che può influenzare l’occupazione, l’alloggio e lo sviluppo economico.
Anche se il progetto dovesse evolvere o cambiare forma, gli studi annunciati permetteranno di confrontare diverse soluzioni: metrò automatico, potenziamento della rete ferroviaria, nuovi collegamenti multimodali o combinazione di più infrastrutture.
Questa riflessione si ricongiunge con le sfide affrontate nella visione Monaco 2040, nella quale mobilità, urbanismo sostenibile, attrattiva e qualità della vita sono strettamente legati.
Per il mercato immobiliare, i prossimi annunci saranno particolarmente importanti. Il tracciato, le stazioni e l’eventuale calendario potrebbero modificare la percezione di determinati quartieri e comuni. Livein.mc continuerà dunque a seguire questo fascicolo primario al fine di analizzarne le conseguenze sulla mobilità e sull’immobiliare a Monaco e sulla Costa Azzurra.
No, si tratta ancora di un progetto oggetto di proposte e studi, senza un calendario di costruzione confermato.
Le prime stime evocano un tragitto di circa 23 minuti.
Il costo attualmente avanzato è di circa quattro miliardi di euro, ma dovrà essere precisato dagli studi.
Un miglior collegamento potrebbe rafforzare l’attrattiva di determinati settori, ma il suo impatto dipenderà dal tracciato e dalla posizione delle stazioni.

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